Sunday 26 March 2006

un giorno in pretura

quel giorno mio padre mi disse che si doveva partire..si doveva salire al nord...saremmo andati ad un congresso, roba che solo mio padre capiva, però l'idea di uscire-partire-viaggiare stuzzicava la mia mente...ho sempre amato viaggiare..guardare fuori il finestrino, vedere coltivazioni di mele e arance, mandorli in fiore e distese di pianure e poi subito montagne..mi ha sempre incuriosito fermarmi agli autogrill e sentire l'accento dialettico del barman che mi serviva il camogli...ed ecco finalmente realizzato un mio piccolo desiderio: viaggiare con mio padre e finalmente riuscire a capire l'ottica industriale che lo guidava nel lavoro...ed ecco arrivato il giorno della partenza...caricati i bagagli mio padre mi prendeva in consegna e mi avrebbe protetto in quei 5 gg di congresso...finalmente avrei potuto conoscere gli amici di mio padre, quelli con cui parlava tt i gg al telefono...quelli che lo facevano incazzare, quelli che lo invitavano a cena qnd andava a milano, gli stessi che gli soffiavano le commesse...però erano brave ed oneste persone che vivevano l'economia secondo i principi liberali: "vi è reale progresso in una società solo nella misura in cui tutte le funzioni sono compiute da energie spontanee individuali ispirate e sorrette da ideali di bene comune"...
finalmente arrivati...e finalmente atterrati in albergo avrei avuto modo di avvinghiarmi al letto fino alla mattina successiva..
sveglia alle 9 e congresso alle 11: avevamo 1 ora per far colazione e salutare chi soggiornava nel ns stesso albergo..ed ecco che si aprono le porte della sala delle conferenze: l'aspetto severo ma cordiale delle hostess mentre mi recavano la penna con i fogli per su scrivere, mi fece intendere che in quei 5 gg mi sarei divertita, se non altro passeggiando per le sale dell'albergo o conversando con quelle giovani in tailleur nero che si sarebbero di certo occupate di me...
i giorni passavano ed io ero sempre più emozionata perchè l'ultimo g mi era stato detto ci sarebbe stato il trionfo dell'indusrtia italiana..sarebbero intervenuti personaggi di spicco della realtà econ-commerciale del ns stivale...a 10 anni non potevo di certo capire cosa volevano significare tutte quelle curve colorate che si proiettavano sullo schermo bianco e non potevo nemmeno capire cosa si intendeva dire quando si sommava o frazionava un "certo PIL" ad un certo "signor debito"...però riconoscevo i visi che vedevo spesso al Tg: c'era uno che si chiamava Diego...era presidente di una certa industria di scarpe e pelletteria del centro Italia..aveva gli occhiali tondi e si ostinava a chiamare tutti amici..aveva studiato a Bologna con altri signori che erano lì al congresso...poi c'era anche un altro signore, mio padre mi disse chiamarsi Mario Moretti Polegato: la sua montaturta degli occhiali a scacchi lo distingueva dai vecchi Merloni o Berloni ormai sul campo da decenni...ma nonostante la sua giovane età, era in gamba, distinto e simpatico..la sua montatura non destava preoccupazioni sul mercato anche perchè di azioni stravaganti non ne aveva fatte: niente speculazioni nè dumping....
poi c'era uno che vendeva un sacco di macchine in Cina e forse era parente di quel signore con i capelli bianchi che tutti un tempo chiamavano "avvocato"...dico che forse erano parenti perchè dopo la sua morte, questo giovane rampante dell'economia italiana prese il suo posto, ma non andava allo stadio con Kissinger...personaggi di spicco e piccoli imprenditori, giovani e con la voglia di strafare, figli ereditari dell'azienda di famiglia che con la laurea alla Bocconi forse erano in grado di sopravvivere al "cuneo fiscale italia"...
ed ecco finalmente la quinta giornata...quel signore che vendeva tante macchine salito sul palco, aiutandosi cn dei grafici, parlò di fattore sviluppo, parlò di crescita...parlò di ricerca, di attività economiche estere e di menti pronte alle rigenerazione del capitale, di Export e Import....parlò di economia stagnante e inflazione...tutti applaudivano...che bello..sembrava di stare ad una festa...fin quando la voce di una signora addetta diffuse in onde medie in tutto il palazzetto la notizia che sarebbe intervenua una personalità di spicco: un signore basso,tarchiato e che si vedeva tutti i gg in tv e non solo al tg...imperversava in tutte le reti e ne aveva lui stesso tre...un canale del suo impero economico/televisivo era completamente prostrato alla sua persona: trasmetteva i suoi sorrisi, le sue cene e le strette di mano...in giro si diceva aver effettuato un trapianto tricotico e si era sistemate le rughe del viso per sembrare giovane come i suoi collaboratori...alle 12 di quello stesso giorno l'uomo intervenne...passò sotto la galleria applaudito da un centinaio di suoi simili e senza chiedere parola, la prese: impugnò il microfono e nel giro di un'ora sparò a zero su tutta l'economia..ricordo che in tanti ridevano, altri lo mandavano a quel paese..nonostante i contrasti e le voci di protesta, qst ometto di terza età continuava il suo monologo...in parecchi non si capacitavano: come mai un esponente politico simile si permetteva di introdursi in un congresso e sputtanare in pochi minuti l'attività di tanti imprenditori? io, dal canto mio, ero lì seduta..non vedevo nulla..ero piccola ed i signori in piedi davanti a me non mi facevano gustare l'exploit di quel signore...però ero anche divertita,c'era baccano come alllo stadio..e più si alzavano i toni della conversazione, più aumentava il vociare di tanti che si sentivano presi per i fondelli...quel bassetto rimboschito di cute continuava ad alzare la voce additando di tnt in tnt quel Diego di cui ho parlato poc'anzi...diceva che nessuno di loro capiva qnt aveva fatto...diceva che la posizione che aveva ricoperto per 5 anni gli aveva dato modo di fare e proporre tnt modifiche all'apparato economico...aveva fatto, creato,distratto capitali per amore patriottico...citava numeri, vomitava parole e faceva paragoni cn un certo Romano che secondo lui non sarebbe stato in grado di far nulla...era acclamato e odiato...perchè quel signore mi si diceva o era odiato o amato...io rimasi lì...attonita e stupita di qnt baccano potessero fare signori distinti benchè presi in giro dalle statistiche di quel basso...poi tutto finì e per parecchi gg se ne parlò al Tg...io mi cercavo nelle riprese, ma mai trovai una mia inquadratura...
di ritorno a casa mi dissi che era stato il più bel giorno della mia vita.

7 comments:

emanuele said...

bellissimo post...l'ho letto tutto d'un fiato ma devo dire che vale la pena leggerlo tutto da cima a fondo...con gli occhi di un bambino ;-) buona domenica!!! Emanuele

ape said...

bellissimo?che esagerazione..concordo però nella lettura infantile con cui approntare qst post.

buona domenica a te

Pie® said...

Chi sono i veri ragazzini, nel racconto? Confindustria è diventato un asilo, l'altro giorno.

lalla said...

che ricordi ape....
baci lalla

ape said...

lalla lalla, ma io dico:
ma un bimbo può crescere tranquillo sapendo che il panorama italiano qst gli riserva??

mmcerit said...

Anche a me da piccolo piaceva vedere i politici azzuffarsi ma capitava di rado e trovavo noiose le ingessate tribune politiche dell'epoca, se volevi divertirti dovevi sperar di trovare Pannella in serata. Ora che sono adulto invece di divertimento a bizzeffe, paragoni e semplificazioni bambinesche a iosa, ci trattano come deficenti. MEglio prima.

ape said...

non ho memoria di baruffe durante campagne elettorali della prima repubblica, il che non mi fa ben pensare..eh, quando c'era giulio tutto filava liscio..mmm, gatta ci covava.