Friday, 27 October, 2006

it's very difficult

c’è chi dice che il racconto sia una delle forme letterarie più difficili, e io mi sono sempre chiesta il perché di questa convinzione, visto che a me pare uno dei modi più spontanei e fondamentali dell’espressione umana.

ho il sospetto che molti possiedano inizialmente una certa abilità narrativa, che però va persa strada facendo..certo, l’abilità di creare vita con le parole è un dono....se uno ce l’ha già in partenza, può perfezionarla...“avrei una buona storia, ma mi manca la tecnica ”...tecnica è una parola che tirano sempre in ballo...

da piccola alla medie ero bravissima nelle descrizioni: riuscivo a parlare di un cesto di frutta come un fiore dai mille petali colorati adagiati su un tovagliolo che si librava nell'aria successivamente poggiatosi sulla credenza della cucina...
ora mi sembra di non avere più le capacità per scrivere..eppure sto scrivendo una tesi di laurea, quindi un certo esercizio di parole e proposizioni dovrei averlo..ed invece no..ho tanto l'impressione che quella benedetta tecnica non ve ne sia...sì, ma che significa avere la tecnica?
avere la capacità di avere già in mente la storia?
essere in grado di declinare verbi?
dotarsi di vocabolario della lingua it. e sinonimi?
avere la capacità di attirare l'attenzione con riferimenti bibliografici?
io ho iniziato a scrivere intanto...chissà che qst tecnica non tardi ad arrivare!?!

ps: per info, rivolgersi a Skan
.

12 comments:

Piggio said...

cavolo
devo iniziare a leggerlo skan.
Tu che scrivi quotidianamente il tuo blog
Dovresti essere una maestra di parole.
E talvolta le impasti bene.
E le servi in maniera ineccepibile.
Cosa hai perso quindi per strada?

Manuel said...

leggendoti, per la prima volta, mi sembra che tu scrivi bene..
tornerò presto per controllare se la mia impressione é realtà..
Manuel

ape said...

ragazzi, vi ringrazio m non volevo farmi dire "brava"!

il problema che volevo trattare è l'ostacolo che ho riscontrato nel momento in cui mi sono messa davanti la tastiera a scrivere: difficoltà a buttare giù idee..

forse delle volte è solo questione di censire le idee, sceglierne delle buone e saperle impastare (passami il termine piggio)...altre v. credo che si necessiti di un incentivo, di una spinta per scrivere..

come detto se le capacità ci sono, usciranno fuori..

kendalen said...

Ricordo ancora con una punta di amarezza la prima volta che provai a proporre un racconto. Era in seconda media, la prof di italiano aveva dato un tema nel quale dovevamo descrivere come avrebbe reagito un uomo preistorico di fronte alle innovazioni del presente. Con l'ingenuità dei miei 12 anni, avevo immaginato un Neanderthal che a causa di un buco spazio temporale si ritrovava al giorno d'oggi e avevo raccontato che cosa gli capitava. Appunto, avevo raccontato. Il voto: gravemente insufficiente. L'unico di tutta la mia carriera scolastica.
Passò un bel po' di tempo prima che avessi di nuovo la voglia di provare a scrivere, anche solo per me.
Che ci vuole? Molte cose, ma trovo che la più importante, almeno all'inizio, sia la costanza. Non importa cosa ne viene fuori, ma scrivi, scrivi, scrivi... Non ti far fermare, fai MONTAGNE di esercizio (non solo "bloggistico"), poi... poi si vedrà... ;) In bocca al lupo!

hertz said...

la tecnica non è solo avere padronanza delle regole grammaticali, non basta conoscere la lingua per essere Hemigway, o Borges. E' indispensabile, ma non basta.

Anonymous said...

non so cosa si intenda per tecnica. secondo me la capicità di scrivere non sta nell'uso perfetto della grammatica. anzi, se c'è una regola il gusto sta proprio nel modellarla, prenderla e farla propria. ovviamente gli interventi devono avere un senso. non si può cambiare una lingua solo per comodità. Molte parole e la grammatica in generale si è modificata anche grazie alle cosidette licenze poetiche, ai modi di dire, all'uso spontaneo di certe parole e certe forme.
mi piace la personalizzazione. infine, per risponderti, io penso che gli scrittori veri siano quelle persone che sanno trasferire emozioni. la scrittura è un arte e come tutte le arti è emozione, sentimento e non soltanto estetica. anzi, l'arte mette in discussione l'estetica. Una cosa può essere bella o brutta a seconda delle persone ma se risce a dare emozione, anche solo a una persona, ha ottenuto molto di più di un semplice "bello".
così parlò lo stupido.

ape said...

kendalen: la prima insufficienza è sempre un masso che piomba tra i ricordi..delle volte mi chiedevo come io/ed io professori avessimo criteri di giudizio così differenti!

hertz: e allora cosa serve? fantasia? autonomia ed indipendenza della lingua?

lo stupido: attrarre il pubblico cercando la sua partecipazione è la difficoltà della letteratura.
delle volte si cerca la sua attenzione, altre volte sembra che il narratore se ne stia lì, ad aspettare che gli altri si accorgano di lui.

Saint Andres said...

Uhmmm... la tecnica, ho sentito parecchie volte questa parola nella mia carriera scoltastica.
Beh, la tecnica penso che sia un lemento accessorio, un qualcosa che ti permetta magari di vantarti delle tue abilità nello scrivere, o magari renderti appetibile ad un gruppo ancora maggiore di persone.
Quello che conta per me è il sentimento, il fatto che quando scrivi un qualcosa riversi un un forglio o un articolo web un torrente di sentimenti, le tue emozioni, i tuoi stati d'animo.
Penso che sia difficile imbrigliare queste cose, per me sono come acqua che ti scorre tra le mani. Puoi sentire tutta la sua freschezza, portartela al viso e senitre la sensazione piacevole di questa che ti bagna le guance, della tua fronte che si distende, dell'acqua che ti tocca le palpebre. Ma non puoi tenerla in mano, non puoi imbrigliarla, appena tu riuscissi a tenerla nella mani questa si scalderebbe, non sarebbe più una sensazione straordinaria.
Però anche se una cosa che non puoi "tecnicizzare" (concedimi il termine) i sentimenti che ti da un brano puro, scritto con il cuore, scritto di getto, che rispecchia l'autore, be tutto ciò rimane, quando sei lontano ti ricrdi quelle parole e la tua mente viaggia e ritorna a momenti indimenticabili.

Astralla said...

Ci credi che capita anche a me di sentirmi meno capace nello scrivere di quando andavo a scuola? Forse è legato al fatto che il tempo passa e vorremmo sentirci sempre in crescita...

valeria said...

Ma una tesi di laurea non e' un racconto...io sono molto piu' efficace quando scrivo per fini "narrativi", per crivere la mia tesi ho dovuto violentare il mio modo di scrivere ordinatamente dionisiaco e per cercare di trasformare tutto in un testo di apollinea chiarezza! Quando scrivi una tesi non narri un episodio e le emozioni che ti ha dato (anche se ovviamente devi essere chiaro e corretto e interessante anche in questo caso). Nella tesi devi argomentare, trasmettere spiegare concetti...io l'ho trovato assolutamnte difficile..(lo so che la domanda che sorge ora ape e'...allora che diamine ci faccio qui!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!)

ape said...

ed infatti saint, in qst gg sto scrivendo solo in alcune ore dopo aver parlato e letto solo alcune cose...

astralla: forse è solo questione di tenersi in esercizio..

valeria: lassù ci stai perchè SEI BRAVISSIMA e sei in grado di beneficiare di dottrine e filosofie, studi e saggi di difficoltà superiore rispetto a quelli che hai sin ora studiato.
ho citato la tesi di laurea per far capire che il mio cervello è allenato a scrivere e comporre.
per ciò che concerne i contenuto, è ovvio che la "tecniche" siano nettamente differenti.
ciao cara cugina!

Marinera de parajes soñados said...

Anche io credo che il racconto sia qualcosa di espontaneo e non tanto difficile :D