Monday 6 February 2006

vorrei rispondere ad un commento di fdz e così cogliere l'occasione per affrontare un tema alquanto serio e delicato: la beneficenza...
allora: fare beneficenza non è semplice e soprattutto non è affatto semplice convincere gli altri a farla...in primis si tratta di uno stato mentale, di una predisposizione benigna ad aiutare il prossimo, ma si è visto in occasioni sventurate che il cuore grande in parecchi ce l'hanno...in secundis (????) la beneficare significa sostenere con opere buone, aiutare in senso fisico, morale ed economico...in tertiis (????) scivoliamo in "manie di grandezza": quando si vuole far beneficenza si pensa a tutti i bambini del mondo mal nutriti, mal menati, ridotti in povertà da governi dispotici...naturalmente non si può far del bene a tutti, tutto in una volta..si dovrebbe pensare ad uno, poi ad un altro e in un secondo tempo al fratello, alla madre del bambino, alla sorella e via dicendo...se tutti facessero così, riusciremmo ad aiutare il prossimo...se ognuno di noi si concentrasse su una persona del terzo mondo, forse riusciremmo a cambiare un pochino le cose...
il problema sorge quando si pensa ai mezzi da adottare: credo il problema non sussista...si parte dai semplici soldi, al vestiaro, ai medicinali,all'assistenza domiciliare...in famiglia per esempio abbiamo in corso due adozioni: un bimbo e sua sorella, sono africani e vivono in una comunità realizzata da missionarie delle ns zone...mandiamo soldi (tramite le suore, altrimenti non arriverebbero) o meglio ancora stoffe da cucire...in più quando capitiamo a Roma dalle Suore di Madre Teresa (io sono stata adottata proprio attraverso la sua congregazione) portiamo vestiario per "gli emarginati" che vivono nella loro casa di accoglienza. Quando veniamo a conoscenza che qualche suora va a Calcutta, mandiamo pigiamini, tutine, abbigliamento vario ai bimbi dll'orfanotrofio, ma nulla di eccessivamente pesante, là fa caldo) ....e poi c'è la Caritas parrocchiale: a casa c'è sempre qualcosa da portare: si va dal cibo, ai vestiti, ai giocattoli, ai libri...i poveri non hanno bisogno di nulla di specifico.
non voglio apparire la brava e caritatevole ragazza che dona tutto ai poveri, ma quando si hanno più possibilità degli altri e si ha modo di aiutarli, vivere acquista un altro significato...e non è retorica, come già scritto in un precedente post.
quindi fdz anche se non mandi soldi tramite associazioni, ci sono tanti altri modi per aiutare gli altri, che siano africani, polacchi, svedesi o, perchè no, inglesi...non ti demoralizzare, continua a cercare e vedere di poter cucinare
anche per chi conosce solo acqua e farina

5 comments:

graziella said...

E' vero ci sono tanti modi per fare beneficenza e non sempre è necessario spendere del denaro! Ci sono persone che hanno bisogno anche solo della nostra compagnia e il nostro tempo dedicato loro è molto prezioso!

Anonymous said...

ciao ape
che bello vedere una nuova
sul blog di torcicollo...
a presto

torcijulien

p.s. prova gli arctic monkeys e le tagliatelle fatte in casa (insieme)

fiordizucca said...

la mia idea non era quella di raccimolare soldi per dare soldi, ma quella di raccimolare soldi per dare beni di consumo primario. i soldi sono solo un mezzo.

so bene quali sono gli altri modi per fare beneficenza e sono quelli che uso quotidianamente, ma se si uniscono le forze, il risultato e' ampliato e maggiore e la sensibilizzazione non é mai una cattiva cosa.

se si polemizza anche su come si deve fare o non fare la beneficenza allora siamo fritti.

io penso che l'importante sia dare, in un modo o nell'altro. come vedi, pensiamo la stessa cosa :)

ape said...

ed infatti pensiamo la stessa cosa:l'importante è dare qualcosa a chi non ha.
buona notte
ape

graziella said...

Anche la mia non era affatto una polemica! Era solo un'altra idea per dare una mano!